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L e nostre imprese stanno investendo nella digitalizzazione e nella robotica, ma ora il vero salto tocca non solo tecnologie e produzione, ma soprattutto alla formazione. Dopo aver evoluto hardware e software, ora bisogna impegnarsi con gli uomini e le donne che rendono grandi e competitive le nostre imprese. La formazione 4.0 sarà la necessità primaria per i prossimi cinque anni e una grande opportunità per inserire nel mondo del lavoro i giovani. Puntando su una formazione sempre più a misura d’azienda e attenta all’innovazione tecnologica. È quella che Confartigianato sostiene da sempre, in un binomio scuola – lavoro ancora oggi più simbiotico, se è vero, come elaborato dal nostro Osservatorio, che settori chiave come la meccanica, il tessile, la chimica, l’agroalimentare sono letteralmente a caccia di figure professionalizzate che sembrano invece latitare. Un paradosso, se consideriamo la drammatica percentuale di disoccupazione proprio tra i giovani da una parte, mentre non mancano dall’altra segnali di ripresa diffusa che rischia di essere vanificata dalla carenza di personale» commenta Eugenio Massetti, Presidente di Confartigianato Brescia e Lombardia.

Anche per l’artigianato e le PMI il nuovo anno si è aperto infatti con segnali positivi, in particolare provenienti dal settore meccanico dove gli investimenti raggiungono la doppia cifra con un +10,1% nel 2017 e con previsioni positive anche per il 2018 (+5,4%). «Possiamo tornare a parlare di crescita e in questo quadro l’impresa a valore artigiano vede dopo tanto tempo la stabilità. Una parola che descrive una crescita costante e lineare, quella avvenuta nei quattro trimestri del 2017 nel comparto artigiano lombardo dove si registra una crescita annua che supera del doppio quella del 2016, e diffusa a quasi tutti i settori e le dimensioni d’impresa, con i dovuti distinguo ma in ogni caso con segni sempre positivi» prosegue il presidente Massetti. Una crescita che nasce dall’interno: gli ordinativi nazionali crescono, così come crescono gli investimenti, dando spinta e serenità a un comparto che vive per il 93,2% proprio dal mercato tra i confini. Nel quarto trimestre 2017 si registra infatti un’accelerazione tendenziale della crescita (+3,1%) associata ad un incremento congiunturale (+0,7%) e la crescita media annua risulta così pari a +2,6%, ben oltre la crescita media annua del 2016 (+1,2%). Crescono significativamente la siderurgia (+5,0%) e la meccanica (+4,9%), seguiti dai minerali non metalliferi (+3,5%). Poco sotto la media troviamo le manifatturiere varie e la gomma-plastica (+2,1%). Con incrementi meno intensi si segnalano il tessile (+1,2%) e l’abbigliamento (+0,4%). Il fatturato dell’artigianato cresce in media annua del 3,0% nel 2017 e del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2016. Anche per quanto concerne gli investimenti i risultati sono positivi. La quota di imprese artigiane che dichiara di aver fatto investimenti nel 2017 cresce (34%), come anche quella di chi prevede di fare investimenti il prossimo anno (28%). «In tutti questi anni avevamo confidato nella tenuta del tessuto dell’impresa diffusa lombarda. I dati che possiamo oggi commentare confermano questa nostra valutazione. Certo, oggi c’è bisogno di nuovo modo di fare impresa, ma è altrettanto certo che in questo nuovo modo di fare impresa resiste il cuore del “valore artigiano”, quella caratteristica distintiva delle nostre imprese che sintetizza creatività, manualità, tecnologia, personalizzazione» conclude il presidente di Confartigianato Eugenio Massetti.